IL CORPO E LA PAROLA – lezione speciale con ALESSANDRO CHIAF

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Alessandro Chiaf

 

Ohi, Folks!

Come al solito mi devo scusare per il troppo tempo trascorso dall’ultimo post, ma come scoprirete nei prossimi giorni è un periodo frenetico perché si stanno concludendo progetti, laboratori, percorsi e uno dopo l’altro riuscirò ad illustrarveli qui (che vi piaccia o no), abbiate fede.

Oggi mi voglio concentrare sull’incontro speciale del mese di aprile che ha coinvolto il gruppo di Scrittori Instabili di NEVERLAND dove vivono le Storie, in Casa Cultura a Soiano del Lago. Ebbene, l’argomento mi stava particolarmente a cuore, perché la questione “dialogo” all’interno di un racconto è sempre roba da maneggiare con cautela. Ho pertanto chiesto aiuto ad Alessandro Chiaf (attore, editor e insegnante di teatro) affinché buoni consigli fossero elargiti ai presenti con cognizione di causa.

Manco a dirlo, ha funzionato!

Alessandro è riuscito a centrare l’obiettivo rendendo la lezione coinvolgente e, soprattutto, utile. Utile per accrescere  la consapevolezza nel caratterizzare ogni personaggio in modo da renderlo riconoscibile e comprensibile senza bisogno di sottotitoli, evitando fraintendimenti, restando aderenti all’immagine da noi stessi creata, riconducendo il tutto a una solida e coerente verosimiglianza.

In poche parole: ogni personaggio ha un corpo. Un corpo che accompagna la voce. Un corpo che a volte aiuta, altre volte intralcia. Un corpo che si muove, si piega, si attorciglia, si contrae, si stende, si tende, si rilassa, si riposa. Un corpo che urla, che piange, che ride, che sente. Un corpo che aiuta o si fa aiutare. Un corpo che si chiude o che si apre. Insomma, esattamente come il nostro corpo è imprescindibile da noi (dalla nostra personalità e dalla nostra emotività) così deve essere per i nostri personaggi.

Tutto questo non per dirlo (un racconto didascalico risulta sempre piuttosto mortificante), ma per metterlo in scena pagina dopo pagina.

Grazie alla preparazione di Alessandro, alla sua incredibile capacità d’ascolto, alla sua carica d’energia, al suo spirito indomito, al suo carisma, alla sua intuizione, abbiamo potuto valutare meglio i punti deboli della nostra narrazione, le zone d’ombra dove ci si può smarrire (certo, perché no?), ma non per caso perché tutto ciò che mettiamo in scena inconsapevolmente fa di noi dei dilettanti, non dei veri scrittori.

Non posso che essere enormemente grata ad Alessandro per essersi messo a nostra disposizione, con tanta generosità e attenzione, augurandomi che questo sia soltanto l’inizio.

Alla prossima, Folks!

b-

 

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[Non è stato facile scegliere stralci di lezione per il collage, abbiate pazienza. è solo un estratto di pochi minuti]

 

 

 

 

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