LA VOCE e LA PAROLA – Speciale NEVERLAND dove vivono le Storie

Francesca Garioni

Francesca Garioni

Ohi Folks!

Rieccomi per l’aggiornamento sulle speciali lezioni di NEVERLAND, è arrivato il momento di parlarvi di Francesca Garioni. E’ un’amica, una donna veramente in gamba, una persona ricca di cuore e d’arte, che ho chiamato in aiuto per rendere vive, attraverso la sua voce, le storie scritte dei miei allievi durante questi mesi di laboratorio.

Francesca lo fa di mestiere, stare davanti al microfono è per lei la norma, ma il suo approccio al testo (di qualsiasi testo si tratti: poesia, racconto, romanzo) non è mai frettoloso o superficiale, il suo mestiere le impone rigore e attenzione ed è per questo che ascoltare un proprio racconto letto da lei può fare la differenza.

E’ stato così per tutti, ognuno ha potuto registrare i respiri e il suono delle parole scelte e tracciate su carta per raccontare la propria storia.

Non è facile accogliere un’altra voce rispetto alla nostra che fa viva la storia che abbiamo scritto, ti sembra strano, anzi ti senti estraneo, come se non l’avessi scritta tu.

Qualcosa dentro si muove, o ti piace di più o ti piace di meno, raramente viene interpretata come tu l’hai immaginata, sentita, scritta. Va da sé che questo slittamento, questo violento distacco è inevitabile se stai scrivendo per essere letto. Succede comunque, succede sempre che quello che hai scritto quando lo consegni ad un pubblico non è già più tuo. E’ di chi ti legge, di chi ti ascolta, di chi sta là… tra il pubblico.

Francesca rispetta la scrittura perché sa trarne nutrimento, la storia diventa vera quando esce con la sua voce. E’ il suo dono, è ciò che dona. Non soltanto al pubblico, ma anche a chi l’ha scritta quella storia che mentre l’ascolta un po’ trema e si commuove.

La voce entra tra le righe, solleva le parole e le riempie di vigore, di sentimento. Passando dal corpo e uscendo dalla bocca quel respiro che fa vibrare la voce crea musica.

Abbiamo ascoltato e riscoperto le storie che già conoscevamo, durante questa lezione speciale, e nessuno di noi è riuscito a resistere al richiamo.

Francesca ha letto, ha condiviso le sue scelte interpretative motivandole, ha messo a confronto le sue sensazioni di lettura e le difficoltà incontrate, le potenzialità trovate, le sospensioni create per far risultare al meglio le immagini.

Noi abbiamo ascoltato, valutato, analizzato, riflettuto e imparato.

E poi abbiamo chiesto a Francesca di ritornare, per ripetere tutto quanto, con altre storie, per capire ancora meglio, per condividere quest’atmosfera fiabesca che si è creata in quelle due ore tra noi.

Lei ha risposto: “Con molto piacere”. E ha sorriso.

Il sorriso di Francesca è sincero, come il nostro abbraccio e il nostro grazie.

Ecco, volevo raccontarvelo perché le cose belle se non si raccontano possono andare perse.

A presto, Folks!

b-

I racconti letti da Francesca sono:

“Il Prigioniero” di Bruno Barcellan

“Grazia” di Maria Chiaramonte

“Solitudine” di Franco Pelizzari

“Tango” di Elda Cortinovis

(li troverete per intero tra qualche settimana sul blog del Circolo Scrittori Instabili)

Trovi Francesca Garioni qui in Pandora, le Storie del Vaso (cliccaci sopra).

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