La PAGINA BIANCA

pagbianca

Ohi Folks!

Qualche tempo fa un amico mi ha consegnato una storia (via web), una storia che stavo cercando senza saperlo. Parla della Pagina Bianca, che è spauracchio per tanti che fanno il mio mestiere, ma che per me è sempre stata una piacevole e rassicurante presenza.

La Pagina Bianca mi è amica. Quando mi immersi nella storia di questa Maestra, ovvero Karen Blixen, sentii la vicinanza e il deserto esprimersi nel medesimo spazio-tempo. La leggo e la rileggo ogni volta che inizio un nuovo laboratorio, ogni volta che incontro nuove persone che hanno voglia di scrivere e che temono la Pagina Bianca. Mi aiuta a creare un varco nella montagna di dubbi e insicurezze che (grazie al cielo!) pervadono ogni aspirante scrittore, anche se già pubblicato e già noto, ne sono sicura, perché i dubbi e le insicurezze cambiano veste, ma non sostanza.

Questo è uno dei passaggi più belli del racconto “The Blank Page”  (della raccolta “Ultimi racconti”):

(…) Dove il narratore è fedele, eternamente, inflessibilmente fedele alla sua storia, là alla parlerà il silenzio. Dove la storia è stata tradita, il silenzio non è che vuoto. Ma noi, i fedeli, subito dopo aver pronunciato l’ultima parola, udremo la voce del silenzio (…).  Chi, allora, racconta una storia ancora più bella delle nostre? Il silenzio. E dove si legge una storia più profonda di quelle scritte sulla pagina più squisitamente stampata del più prezioso di tutti i libri? Sulla pagina bianca. Quando una penna regale e coraggiosa, nel momento della sua più alta ispirazione, ha finito di scrivere la sua storia con l’inchiostro più raro… dove, in quel momento, si può leggere un racconto ancora più profondo, più soave, più allegro e più crudele di quello? Sulla pagina bianca. (…)

Dovreste leggere tutto il racconto e magari anche gli altri, certo, ma volevo lasciare traccia proprio qui di qualcosa a cui sono molto legata, ovvero le possibilità infinite di una pagina che a guardarla ti liscia la mente e ti sembra che tutto si schiacci e si confonda, ma… ma se di quel levigato biancore ne fai il tuo incanto, allora niente ti può fermare. Neppure il mondo là fuori che sta facendo di tutto per sbriciolare il tuo intento e la tua passione.

Lo ha detto bene il Maestro Fabio Koryu Calabrò… che è un amico e un compagno di ACCIDENTI! podcastiani… e quindi lascerò a lui e al suo inseparabile ukulele la nota e la parola:

a presto Folks!

b-

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