La SAGGISTICA CREATIVA di David Foster Wallace

wallace

Ohi, Folks!

Oggi ho letto un articolo interessante su OpenCulture   (che vi traduco in parte qui sotto). Premetto che David Foster Wallace è un autore da leggere, ma non per forza altrimenti vi distruggerà la voglia di immergervi in un libro per sempre. Wallace va letto al momento giusto, nel giusto periodo della vostra vita, e soprattutto nel giusto segmento del vostro percorso di scrittura, magari quando la vostra voce vi è già chiara e state passando al livello successivo.

Non leggetelo per imitarlo, ma cercate di capire l’origine del suo stile, e le dinamiche che riesce a mettere in campo… studiatelo. E poi: dimenticatelo. Scrivete seguendo la vostra voce, il vostro stile, la vostra necessità. Scrivete tenendolo presente come esempio di ciò che si può fare, ma non intestarditevi a voler indossare il suo pensiero per farlo vostro.

Consiglio che dò a tutti, e che riguarda tutti i vostri Maestri. Studiateli, anche nel dettaglio, ma non fatevi un transfert! Tanto così in alto, in quello stesso modo, non potrete arrivarci e se ci arrivate ci siete arrivati per secondi o terzi o quarti. Ne vale la pena?

Potrete, però, arrivare in alto seguendo il vostro pensiero, il vostro respiro, la vostra visione. Non è cosa certa, lo so, ma certamente non potrete fallire, non arriverete secondi, non sarete un clone.

E dopo ‘sta predica vi lascio al mini-riassunto estratto dall’articolo di cui sopra: la voce di David Foster Wallace che insegnava creative nonfiction, mentre spiega che cos’è in definitiva la saggistica creativa:

La saggistica creativa è una vasta categoria di opere in prosa, come saggi e memorie personali, profili, letteratura di viaggio e sulla natura, saggi narrativi, saggi di osservazione o descrizione, scrittura tecnica di interesse generale, saggi argomentativi o basici, critica di interesse generale, giornalismo letterario e così via.
Parole costituenti del termine suggeriscono un asse concettuale su cui questo tipo di opere in prosa si adagiano. Come saggistica, le opere sono collegati allo stato attuale delle cose nel mondo, sono vere e in una certa misura affidabili. Se, per esempio, c’è il sospetto che un certo evento si sia verificato, deve davvero essere accaduto; se si asserisce una proposizione il lettore si aspetta che gli venga fornita una prova della sua accuratezza (o argomento a suo favore).
Allo stesso tempo, l’aggettivo “creativa” significa che un certo obiettivo, diverso da quella che è la pura e semplice trascrizione della verità, sia alla base della motivazione dello scrittore nello scrivere di tale argomento. Questo obiettivo creativo, in linea di massima, può essere fonte di interesse per i lettori, per istruirli, per intrattenerli, per farli interessare o per convincerli, per edificare, per redimere, per divertire, per far sì che i lettori guardino più da vicino o pensino più approfonditamente a qualcosa che vale la pena di impegnare la loro attenzione…

Tutto chiaro ora? Sì, è una scrittura che si attorciglia, spesso, e che fa girare la testa. Ve lo ripeto: non è che siete degli ignorantoni se non leggete Infinite Jest e se non ve lo imparate a memoria citandolo ogni qualvolta qualcuno di chiede “che libro stai leggendo?”. Perché non la smettiamo di usare certe tecniche idiote per giudicarci l’un l’altro? Per esempio, ve lo confesso, non ho letto volentieri neppure una pagina delle opere di Wallace. Ok, ora sparate pure, non reagirò.

A presto Folks!

b-

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...