Liberi – Libri – Internazionale

Liberi – Libri – Internazionale.

La notizia di oggi (cliccate lì sopra per leggere della disputa e qui per leggervi l’articolo appena pubblicato) dice che Amazon e Hachette hanno firmato un accordo e che sono di nuovo disponibili le pubblicazioni della casa editrice franco-americana sul sito dell’azienda più efficiente e odiata del momento (odiata da tutti, ma non da me).

Cosa fa quindi una come me che legge ‘sta cosa?

Si precipita su Amazon all’istante e si scarica l’ebook di Amanda Palmer, ovviamente!

E tra pochi minuti spengo il pc e me lo leggo tutto d’un fiato…

poi vi racconto, se vi va

😉

b-

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2 comments

  1. Io sono d’accordo con te: non vedo in Amazon questo diavolo che vedono tutti.
    Certo, alcune scelte sono discutibili (pensiamo allo sfruttamento del personale nei magazzini Amazon in Germania), però nel distribuire libri digitali non ci vedo nulla di male.
    Capisco che le librerie ne possano risentire. Per risolvere il problema basterebbe cercare di cambiare il metodo di vendita: io vorrei andare in libreria, comprarmi un libro cartaceo ed avere la possibilità anche di scaricarmi la versione digitale perchè quando sono in giro non voglio portarmi la versione cartacea (peso e ingombro) ma voglio la versione digitale sul mio telefono. Se ho 10 minuti di tempo (sul treno, in attesa dell’autobus o che altro) voglio avere la possibilità di leggere…….

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  2. Posso capire la disputa riguardo il prezzo dei libri, ne vorrei parlare in modo più approfondito in un post dedicato, ma credo che se Amazon vive e vive alla grande è perché ha la visione giusta, quella che serve al mercato dei consumatori di settore (ovvero noi) ora: poter scegliere in un catalogo vastissimo di libri in qualsiasi lingua e averli a casa in pochi giorni, oppure poterli scaricare come ebook in tre secondi, a prezzi diversi (in certi casi ragionevoli, in altri giusti, altri ancora ridicoli). Non penso che chi ama recarsi in libreria smetta di farlo perché c’è Amazon. Penso, invece, che dove una libreria non c’è può esserci connessione internet e quindi Amazon. Credo sia una cosa fantastica. Detto questo, le condizioni di lavoro all’interno dell’azienda sono preoccupanti, ma credo che non sia un caso unico, tutt’altro. Per questo è da condannare, è vero, ma in tutta sincerità io ho lavorato in una libreria in cui venivo trattata come un robot e quando ne ho avuto abbastanza me ne sono andata, senza pretendere che la libreria fosse chiusa 😀
    Questo per dire che lottare per i propri diritti sul lavoro (tema piuttosto in voga in questi mesi) è cosa buona e giusta, ma un lavoro non è una vacanza, si lavora per creare profitto all’azienda, in quest’ordine di idee chi non vuole sottostare alle regole aziendali se ne può andare. Un altro lavoro lo trovi, migliore o peggiore è questione di fortuna o di capacità o conoscenze (in certi ambienti), dipende da chi sei, cosa vuoi e cosa sei disposto a impiegare di te per raggiungere la meta che ti sei prefissato. Insomma… continuerò a comprare su Amazon e continuerò a comprare in libreria 🙂 continuerò anche a credere nella possibilità che imprenditore e dipendente non siano entità in contrapposizione, ma possibilmente stiano dalla stessa parte per il prosperare dell’azienda. Sì, mangio pane e utopia tutti i giorni, ma per me va bene così 😉

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