COSA SCRIVI SE NON VIVI?

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LA VITA O SI VIVE, O SI SCRIVE. 

(Luigi Pirandello)

Quando avevo vent’anni ero affamatissima di vita. Non scrivevo molto, solo brevi racconti. Ero impegnata a fare, a incontrare, a sperimentare, a scoprire, a provare, a muovermi… a vivere.

A trent’anni ero meno frenetica, più riflessiva. I racconti si sono allungati, sono diventati romanzi. Il “dove voglio andare a parare?”, quando una storia compariva davanti a me e mi chiedeva udienza, non era più un ostacolo.

A quarant’anni, ora, sono più consapevole di quello che posso o non posso fare con la mia scrittura, ma soprattutto mi conosco meglio come persona. Scelgo le cose da fare, le situazioni da vivere, cosa voglio sperimentare e cosa non mi serve sperimentare. Cerco le cose che voglio trovare, approfondisco ciò che ho scoperto negli anni e mi immergo in quello che davvero mi interessa.

Ora scrivo meglio. Ora racconto meglio.

Fra dieci anni ne riparleremo, ma per il momento il succo del discorso è questo:

VIVI e poi  SCRIVI!

Ma fallo bene, non sprecare il tempo e neppure le parole.

b-

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