UN ANNO SCOLASTICO INTENSO

Ben ritrovati Folks,
come va? Tutto bene? Immagino che ci siano molte cose nelle vostre giornate, a volte pure troppe, come succede a me, dove tutto scivola veloce e non ci si accorge del tempo che se ne va. Per non tornare più.
No, non l’ho scritto con tono melodrammatico, anche se così può sembrare. E’ più che altro ironico, perché mentre lo scrivevo pensavo “per fortuna non torna più”, intendo non lo stesso, non identico. Questo mi permette di viverlo meglio, di ricordarlo (con piacere o terrore, a seconda dei casi), ma non di rimpiangerlo. Potrei, ora, far riferimento a quello che la mente umana sa raccontare, quello che si riduce essere la realtà (reale, non immaginata o tradotta) e magari finirei con il parlarvi di “false memorie”…
Non ho ancora ben capito se le mie farneticazioni qui dentro siano lette con piacere o con un particolare acume critico… quindi spesso evito di andarci massiccia per non rischiare di annoiarvi o di essere linciata (che fa sempre brutto, l’ho già sperimentato almeno un paio di volte e non mi sono affatto divertita).
Questi, però, sono argomenti di cui parlo volentieri, soprattutto durante i laboratori di narrazione, e forse, prima o poi, cederò alla tentazione e ne parlerò pure qui.
Per oggi, siete fortunati, mi limiterò a celebrare un anno di duro lavoro che ho terminato proprio oggi con la consegna delle ultime storie alle scuole elementari.
Che significa?

Bé, le persone me lo chiedono sempre, non è sempre facile rispondere perché non sono mai risposte brevi e l’attenzione delle persone si sa… è labile. Non solo, spesso chiediamo sicuri di sapere già la risposta e smettiamo di ascoltare dopo due secondi, annoiandoci a morte. Ecco: le mie risposte raramente sono brevi. Non lo faccio apposta, ma è così. Quindi se dovete farmi una domanda e non avete voglia o tempo di ascoltare la risposta… non fatemela, risparmiate tempo ed energia e non mi fate arrabbiare.
L’ho detto qui e lo tengo buono come prova agli atti, io ho avvertito.
🙂

Riprendo il discorso: cosa posso lasciare ai bambini e ai ragazzi che incontro nelle scuole dopo che si sono impegnati con me per sei ore a parlare e argomentare e alambiccarsi sull’argomento Storie?
Posso lasciar loro un pezzetto di me, del mio scrivere, ovviamente.
Faccio così, infatti, creo una storia assieme alla classe e poi gliela scrivo e gliela lascio. Questo perché se lo meritano e perché parlare di aria fritta non mi piace e non piace neppure a loro, si convincono di aver perso tempo e invece tutto quello che succede in classe nelle ore di NEVERLAND è tempo guadagnato, mai perso.
Io, però, li devo convincere.
Sì, perché io non sono una scrittrice che trovi in libreria o in biblioteca. Non sono pubblicata, non ho un nome famoso… insomma: chi sono?
Una che scrive e che comunque fa questo mestiere anche se sono in pochi a saperlo. A me non importa, in realtà, ma può essere un ostacolo quando mi propongo con i laboratori di narrazione… sospettano che millanti un mestiere che non so fare.

Assurdo? Bé, no, non è assurdo, è legittimo. Soltanto che a volte il pregiudizio mi sbarra la strada e non mi viene data alcuna possibilità di dimostrare sul campo quello che so e che non so fare.
Quando incontro, però, degli insegnanti intelligenti e generosi, allora le cose si compiono e tutto va alla grande. In questo anno scolastico sono stati molti gli incontri fortunati:
la scuola elementare di San Felice del Benaco
la scuola elementare di Toscolano Maderno
la scuola elementare di Soiano del Lago
le scuole elementari di Desenzano del Garda
la scuola media di Desenzano del Garda
la scuola media di Agnosine
e il Liceo Bagatta di Desenzano del Garda.

Ognuno di loro con un progetto originale, ognuno di loro con un percorso proprio, dove creare qualcosa che assomigli a ciò che LORO sono e che vogliono.

Ho cercato di dirlo in poche righe, so che non basta per rendere chiaro tutto a voi che non sapete (giustamente) di cosa sto parlando, ma non importa.
Non posso spiegarvi cosa significa per me scoprire queste menti e interagire con loro grazie a ciò che rende la mia vita degna di essere vissuta (la scrittura). Non posso proprio.
Vi basti sapere, però, che è tutto reale, tutto concreto, tutto così come deve essere, ovvero: speciale.

Se volete le prove allora eccovele, le foto non mentono:

E se volete sapere cosa combiniamo al Liceo Bagatta, allora andatevi ad ascoltare qualche puntata di INSIDEOUT (di cui vi ho già parlato, cliccate e leggetevi il post)…

E se volete saperne di più allora chiedete…

E se volete provare l’esperienza di un viaggio su NEVERLAND, allora fate un fischio!

Io ora mi riposo un po’, solo qualche giorno e poi riparto con nuovi progetti, di cui se vorrete vi parlerò… ma siete sicuri di volerlo sapere davvero? 😉  🙂

Buon giugno, Folks, a presto!

b-

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