RIPRENDIAMO IL BANDOLO DELLA MATASSA: SCRIVERE

Ohi, Folks 🙂
Lo so, nell’ultimo anno (ma come anno? Essì, Anno!) ho scritto di argomenti strettamente correlati alla scrittura, ma ho lasciato un po’ perdere il discorso sulla scrittura.

L’ho fatto un po’ apposta (le cose che faccio per caso ormai son ben poche, per fortuna) e credo sia giunto il momento di illustrarvi il mio punto di vista. Perché ora? Bhé, perché no? Mi avanzano una manciata di minuti di cazzeggio e ne approfitto.

Bon (dal friulano “bon”) procediamo:
parlare/scrivere di scrittura diventa sempre di più un modo per non scrivere bensì pontificare su ciò che è, è stata, sarà, dovrebbe essere, la scrittura. Io preferisco scrivere, scrivere Storie, e non scrivere di chi scrive o di chi crede di saper scrivere o di chi si autopromuove scrittore (nonostante gli scarsi consensi di un ipotetico pubblico di lettori).

Se voglio leggere di “scrittura” e dello/sullo “scrivere”, allora mi leggo le Lezioni Americane di Calvino (tanto per fare un esempio che mi commuove e mi innalza al Cielo) e non striminziti, scialbi, superficiali e patetici articoletti che tentano di parlarne spacciandosi per esperti.
(*se mi trovate polemica, di tanto in tanto, sappiate che avete ragione)

Chi scrive di “scrittura” diventa triste, perché è triste la volontà di varcare la soglia che permette alle Storie di rendersi vive e palpitanti per carpirne i segreti e sputtanarli senza ritegno. Credo che ogni Scrittore (quelli che sanno la strada per raggiungerle, le Storie) si guardi bene dall’uncinettare la trama della sua opera per svelare al mondo come si fa.
Perché? Bhé, semplicemente perché sa bene che (nonostante la fama, il successo e i libri scritti) lui stesso sta ancora percorrendo quella strada e sta ancora imparando.

Scrivere di come gli altri hanno scritto un libro è un modo per allontanare il lettore dalla Storia per agganciarlo a ragionamenti da azzeccagarbugli. Nessuno sa come davvero si scrive una Storia, spesso neppure l’autore che l’ha partorita, perché in quel parto, in quel dare alla luce risiede il segreto: il mistero della creazione.

Risulto forse patetica affermando questo, ma non mi riguarda più di tanto.
Scrivo quello che penso e penso ciò che sento.
Sento un fastidio urticante al continuo chiacchiericcio di chi scrive senza sapere cosa sta dicendo.
Sento una stanchezza irritante quando mi si costringe a leggere cose per cui non nutro alcun interesse, perché fini a se stesse, delle patetiche furberie da poco.
Sento una rabbia profonda quando si scrive di quell’argomento o di quell’altro perché attirerà un sacco di lettori, di curiosi, di… (boh!)

Detto questo, mi sono anche chiesta che senso abbia quello che sto facendo io, qui (nel virtuale) e nella realtà. Mi sono trovata varie risposte e mi piacciono tutte. Non so se la cosa possa interessarvi, ma tra le tante la più convincente è questa:
io non insegno a scrivere (per l’amor del Cielo), ma attraverso la mia esperienza e la mia visione del vivere scrivendo ho trovato un meraviglioso modo per comunicare con persone che mi si avvicinano e volentieri trascorrono parte del loro tempo libero con me.
Scrivendo, sì, ma soprattutto creando.

Bene, aggiungo che creare con i ragazzi delle scuole elementari, delle medie e delle superiori rende il mio presente bello. Davvero bello. Bello da vivere, bello poi da ricordare. E la cosa è reciproca, per loro e per gli insegnanti. Quindi continuerò.

Questa vuole essere solo una premessa, nei prossimi post affronterò temi scottanti… per esempio?
Mah… vorrei parlare di chi scrive “così come parla”. O di chi scrive storie torbide e inquietanti perché sa che interessano alla gente. O di chi scrive pensando che tutto quello che scrive valga la pena di essere letto.

E magari parlerò anche della pazienza, della costanza, della determinazione, dell’ascolto dei tempi, dello sguardo lungimirante, della delicatezza, della ricerca.

Se volete accogliere qualche evocazione in questo senso vi posso mettere a disposizione il percorso delle mie Non-Storie, gli Elpìs… che non dovete leggere, ma solo ascoltare, magari mentre guidate nel traffico o mentre correte nel parco con il vostro iPod o prima di andare a dormire.
Insomma, ve li lascio qui e buon ascolto.
Mi rifaccio viva presto, folks!

b-

Elpìs/Non è una Storia_Il Mistero 
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Elpìs/Non è una Storia_Il Messaggio
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Elpìs/Non è una Storia_La Sfida
 

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Elpìs/Non è una Storia_La Scoperta
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Elpìs/Non è una Storia_Il Sogno
 

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Elpìs/Non è una Storia_L’Incontro
 

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Elpìs/Non è una Storia_La Conquista
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 (Il prossimo mese parlerò della Storia che si nasconde dietro a queste Non-Storie e forse vi piacerà)
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