QUEL GRAN GENIO DI HARUKI MURAKAMI…

Rieccoci qui Folks,
a parlare di scrittura. I due post precedenti li ho dedicati ai consigli di Scrittori per cui nutro sincera stima e ammirazione. Per la loro visione del mestiere di scrivere e per le loro opere. Grazie a persone come loro le mie riflessioni si arricchiscono, aiutandomi a fare un ulteriore passo nella direzione che sento essere quella giusta per me. Non è poco, credo.
Per continuare queste mie riflessioni devo ora, per forza di cose, parlare di un autore che è stato supportato da un battage pubblicitario da far girare la testa. Un martello.
Mi rendo conto che criticare le “50 sfumature”, e quel che ci gira attorno, è come sparare sulla Croce Rossa, perché è talmente evidente l’avvilizione, del tema di cui tratta e dello stile della scrittura, che per difenderlo ci vuole molta fantasia e intelligenza surrealista (rarissime entrambe, specialmente in una persona sola).
Ora voglio rischiare, alzare la posta. Voglio attaccare un autore amato da molti.
Perché lo faccio? No, non sono una kamikaze, solo che non ho paura di esporre i miei gusti personali… li so motivare, al massimo scateno una discussione (più o meno piacevole), ma il tutto finisce lì. Tanto io non comprerò più un suo libro quindi pace.

Haruki Murakami (nella foto), ecco la mia vittima. Uno degli scrittori più osannati dalla critica e da coloro-i-quali-sanno-dare-valore-alle-opere-d’arte, ha persino rischiato di vincere il Nobel per la Letteratura nel 2012, per un non-so-che di scarto si è visto scippare onori e ricchezza da Mo Yan, pensa te.

Vengo al punto: qui di seguito troverete una serie di frasi estrapolate dalle opere di Haruki Murakami.
Vi chiedo di leggerle con lentezza, di pensarci un po’ su e di valutarle secondo questo criterio:

a) “Illuminante!”
b) “Hai scoperto l’acqua calda”
c) “M’anvedi d’annattene a fa’ un giro. Largo.”

Attenzione, sembra un gioco ma non lo è. Faccio maledettamente sul serio.

Questa è la prima:

Da qualche parte esiste una fine. Solo che non si trova un cartello con scritto “Ecco, questa è la fine”. Come al gradino più alto di una scala non si trova scritto “Attenzione, questo è l’ultimo gradino. Non fate un altro passo oltre a questo”

La seconda perla di saggezza:

A nessuno piace la solitudine. Ma non mi faccio in quattro per fare amicizia. Così evito
        un po’ di delusioni.

La terza:

Ho sempre avuto fame di affetto, io. E mi sarebbe bastato riceverne a piene mani 
        anche solo una volta. Abbastanza da dire: grazie, sono piena, più di così non ce la
        faccio.  Sarebbe bastato una volta, una sola unica volta.

L’ultima (forse):

PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/anima/frase-15805 Avrei voluto mettermi a piangere forte, ma non potevo. Non avevo più l’età per versare lacrime, avevo fatto troppe esperienze. Esiste anche questo al mondo, la tristezza di non poter piangere a calde lacrime. È una di quelle cose che non si può spiegare a nessuno, e anche se si potesse, nessuno la capirebbe. Una volta, avevo provato a esprimerla a parole. Ma non ne avevo trovata una che potesse esprimere il mio sentimento ad altri, anzi nemmeno a me stesso, così avevo rinunciato. E avevo chiuso sia le mie parole sia il mio cuore. La tristezza troppo profonda non può prendere la forma delle lacrime.

Dunque, ho letto 1Q84 (1° libro e 2° libro), dall’inizio alla fine. Mi sono annoiata, mi sono infastidita, mi sono chiesta mille volte perché continuassi a leggerlo (ho speso 20 euro, mi sembra sia un motivo sufficiente a volte). Se nelle frasi che vi ho lì sopra sottoposto per un’analisi accurata, voi che di scrittura non siete digiuni, non avete trovato nulla che vi abbia procurato un moto di noia, fastidio o dubbio riguardo l’intelligenza del Murakami non penso di aver molto da aggiungere. Sarà un mio problema, sarò io incapace di sintonizzarmi sulle sue altissime frequenze, probabilmente.

Ma se un solo, misero e debole, dubbio vi è passato per il cervello, credetemi la risposta è:
NO.
Non avete capito male. Non avete mancanze di alcun tipo. Non c’è niente sotto quello che avete letto, c’è solo il vuoto. E’ tutto lì.
Come nelle oltre 1000 pagine di 1Q84, è tutto lì.
Non c’è profondità. Ci sono tre buone idee (in embrione) sviluppate con un’ingenuità, una prevedibilità, una ridondanza imperdonabili.
Ogni possibile slancio filosofico si perde in un oceano di banalità. Lo stile piatto di certo non aiuta a rendere ciò che è effimero guizzo di luce… poesia.
L’intreccio è quello di un qualsiasi manga (semplificato), le spiegazioni tolgono ogni atmosfera intrigante auspicabile (visto il genere fantasy-non-so-cosa della storia).
Il suo allungare il brodo è del tutto controproducente, ti fa distrarre, ti fa notare a che pagina stai.La sospensione dell’azione è giocata senza astuzia, risultato?
Il tuo intuito ci arriva prima, molto prima, troppo prima.
Insomma, se qualcuno vi dice che Murakami è uno scrittore talentuoso, un genio, un artista e che siete voi a mancare di sensibilità nel giudicarlo, credetemi stanno mentendo per motivare il fatto che a loro il fumo negli occhi piace.

Nel romanzo presentato come la sua opera migliore ci sono pagine infinite di descrizioni che vengono ripetute senza alcuno scopo se  non quello di occupare spazio. Un mortificante riassunto delle puntate precedenti alla “Beautiful”.
Ogni volta che la tensione pretende uno scoppio lui cosa fa? La sistema, rimette tutto a posto per poi ricominciare e  risolvere a metà, e poi di nuovo. Senza mai dire nulla di veramente illuminante, o anche vagamente interessante, che possa darvi un minimo di gratificazione.

Dunque: se ancora non l’avete letto io vi consiglio di evitarlo. Se volete capire quanto io abbia torto o ragione allora leggetelo e venite qui a dirmi cosa ne pensate. Se l’avete letto e siete imbufaliti perché vi è piaciuto, bhé… mi dispiace, ma io invece sono delusa dal fatto che gente intelligente e sensibile sia felice e soddisfatta di essere presa per i fondelli.

No, Haruki Murakami è un narratore come tanti, non un genio.

Dōmo arigatō.

b-

PS: se volete leggere una recensione entusiastica di 1Q84 allora andate qui: http://gruppodilettura.wordpress.com/2013/02/06/1q84-murakami-haruki/
No, non è ironia la mia, credo sia giusto darvi le due versioni. Par Condicio, ci hanno insegnato cosi.

 

da PensieriParole 3?f=a:15010>

da PensieriParole

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