UNA VITA INSTABILE CHE SORRIDE

Fine gennaio (quasi) e già si va al gran galoppo… tutto bene lì da voi? So che è un brutto periodo per molti, moltissimi, ma so che ci sono risorse incredibili in ognuno di noi e che i momenti duri non ci spaventano per troppo tempo. Il tempo. Sì, è lui che ci permette di trovare un nuovo assetto per riposizionarci sul sentiero che ci compare davanti. Non si molla. Mai.

Sembra un pamphlet di una sciroccata, ora che l’ho riletto mi vien quasi voglia di cancellarlo, di far finta di niente e parlare di quel che dovrei parlare (almeno qui) ovvero: le Storie.
Ma le Storie noi le viviamo, prima che scriverle, almeno la nostra storia personale, quella che spesso non vuoi scrivere perché è sacrosanto tenersela per sé.

Ecco, ora che sono entrata in quest’ottica ho ritrovato il punto di partenza: ci hanno fatto capire, negli ultimi vent’anni, che dobbiamo far presente al mondo tutto ciò che ci riguarda. Un doveroso atto di partecipazione umanitaria. Una sorta di: “Ehi, mondo, io ci sono! Io ci sono sempre, soprattutto con le mie miserie! E le mie miserie sono importanti almeno quanto le vostre!”.

Sì, d’accordo. Ma se mi metto a leggere le miserie di tutti, mi sparo un colpo in testa e via.

Ce ne rendiamo conto? Siamo bombardati ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, dalle miserie di tutti gli esseri umani che si sono convinti a partecipare a questo gioco al massacro.
Temo di esserne parte, tra l’altro.

Ok. Era tanto per rifletterci un istante, mi è passata. Veniamo a quel che vorrei scrivere oggi… vi voglio parlare di una cosa che mi sta capitando.
Se vi giuro che non è una delle mie miserie, ve la sentite di continuare a leggermi? Speriamo.

Parto dall’inizio, mi piace di più. Dunque… anni fa incontrai delle belle persone appassionate di libri. Ci frequentammo per un po’ e formammo un GdL, ovvero un Gruppo di Lettura (che tutt’ora vive e legge). Mentre ci si conosceva, pian piano, ci siamo trovate a voler fare qualcosa di più. E quei primi abbozzi d’idee si sono rafforzati col tempo e si sono anche concretizzati. Ora abbiamo fatto un bel salto in avanti, abbiamo fondato la nostra associazione culturale, ovvero:

Ci piaceva chiarire, nel nome stesso, che al nostro essere persone creative e quindi instabili, per quanto riguarda i dictat della normale routine, uniamo con abilità una mente piuttosto determinata e ordinata, tanto da farci prendere sul serio le nostre passioni per trasformarle in progetti reali.
Eccoci qui, allora, a far qualcosa di bello e concreto per chi ha voglia di unirsi a noi!

Se cliccate sul logo lì sopra sarete linkati al blog dell’associazione. Ci potrete trovare notizie che riguardano me e le mie socie e potrete scoprire cosa stiamo combinando.

Non solo: Neverlanddove vivono le Storie , il mio progetto di narrazione verrà ospitato e sostenuto da InstabilMente-contaminazioni d’Arte perché abbiamo intenzione di formare un laboratorio creativo con i nostri soci attivi. Sia per la scrittura che per la lettura.
Cosa significa?
Bhé, teneteci d’occhio che nelle prossime settimane scoprirete tutto… per il momento volevo allertarvi in modo che non vi sfugga il dettaglio che ci sono ancora, nonostante la mia latitanza su questo mio amato blog, e che da oggi mi impegno a scrivere un paio di post al mese perché scrivere qui mi è mancato molto.

Ecco, penso di avervi detto tutto per il momento.
No, manca una cosa.
Questa: grazie per essere qui e grazie se vorrete seguirmi anche di là, nella mia seconda nuova casa.
E’ importante sapere che ci siete, per me. Per chi scriverei sennò?

😉

b-

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