2011 IN DIECI BUONI PROPONIMENTI

Siamo a fine anno. Un anno di storie. Ogni giorno una storia. Raramente una storia nuova al giorno, forse, piuttosto, la stessa storia in 365 micro-capitoli
Bhé… vista così, se non l’abbiamo vissuta in questo modo abbiamo sprecato un bel po’ di tempo. Vero?
Lo dico non per martellare quel briciolo di autostima che ci è rimasta, ma per trovare un buon motivo per non mollare, non ancora, il nostro scrivere.

Dunque, vediamo di affrontare la questione di petto: c’è chi vive alla Kerouac-style o Bukowski-style o William.S.Burroughs-style e… chi no. 
Intendo dire che molti grandi Scrittori non hanno vissuto la loro esistenza  oltre ogni limite del ragionevole e dell’irragionevole, anzi. Molti di questi Grandi avevano un quotidiano piuttosto regolato e disciplinato e, nonostante ciò-udite udite, hanno scritto dei pezzi mirabili di Letteratura, che sopravvivono ai tempi e hanno valicato qualsiasi spazio materiale e spirituale gli si frapponesse. 

Devo aggiungere altro? Massì, lo aggiungo: c’è una cosa soltanto che distingue il buon narratore dal pessimo narratore… l’uso che fa dei suoi cinque+1 sensi e la generosità con la quale li mette in campo mentre narra la sua storia. 
Puoi darti alla wild-life di un qualsiasi raccontastorie da strapazzo, e non essere letto con piacere da nessuno perché gli avari non fanno gran simpatia.


Per donare con generosità (il che comporta sempre un costo a livello emotivo-spirituale, bisogna dirlo) devi essere cosciente di ciò che hai. E decidere quanto vuoi dare di te a chi ti leggerà. In cambio non avrai molto. Forse qualche buona parola, ma in definitiva nulla è ciò che ti rimarrà. Quel “nulla” sarà pieno, sarà il tuo tesoro. Ti permetterà di rifarlo senza aspettarti altro in cambio. Se qualcosa arriverà andrà bene, ma non sarà poi così importante quanto la tua capacità, ormai assodata, di saper dare con generosità.


Non significa scrivere tanto, ma quel poco scriverlo bene.
Non significa scrivere sempre, ma quando lo si fa farlo con ogni cellula di sé.
Non significa scrivere ogni pensiero che ci passa per la testa (sarebbe svuotare il bidone dell’immondizia in mezzo alla strada e… anche se ci fanno credere il contrario, è cosa che non si fa!), ma mettersi da parte il più possibile per far parlare la nostra Storia.


Mi sono dilungata, forse mi sono ripetuta, ma passo immediatamente alla lista dei 10 must (rigorosamente al rovescio, tipo countdown) per questo 2011 che è gia qui:

10 – Mi apro al mondo (guardo, annuso, gusto, tocco, ascolto… e rielaboro)

9 –   Evito i “già sentito”, “già detto”, “già digerito”, “già maledetto/benedetto” (rivisito tutto)
8 –   Se qualcuno mi parla… ascolto (poi inizierò a elucubrare, soltanto dopo)
7 –   Finisco di scrivere almeno una delle storie lasciate in sospeso da troppo tempo
6 –   Leggo di più, ma non tutto quello che mi capita… scelgo per bene in cosa immergermi
5 –   Se sto vivendo un istante felice me lo godo (lo scriverò, casomai, dopo)
4 –   Una volta al giorno mi concentro su qualcosa che non sia me stesso/a
3 –   Quando mi capita di “sentire” qualcosa (dicesi emozione) mi premuro di capire cosa sia e di riportare quel “sentire” con parole che siano meno vaghe e sciocche (riprovo ostinatamente finché ci riesco – fosse l’ultima cosa che faccio!)
2 –   Se mi accorgo di esagerare ci dò un taglio e la smetto di prendermi troppo sul serio

1 –   Mantra (da ripetersi ad libitum):
“Scrivo non come condanna ma come liberazione dal mio ego”



E ora, a tutti voi che siete qui e anche a chi non c’è,  auguro un OTTIMO 2011
che lo scriviate o meno non fa differenza, quello che conta è che LO VIVIATE PIù CHE POTETE!






(to be continued)

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