… QUALCOSA DI BUONO

Ci risiamo, anche quest’anno devo cercare un modo per giustificare queste feste che se non le prendi bene diventano letali.
Anche sulla terra-che-non-c’è la frenesìa si spreca, si sa che le Storie di Natale sono tante e che alcune (solo alcune) si riascoltano sempre con piacere.
Visto che è il primo Bianco Natal che festeggio su questo blog ho pensato di raccontarvi una storia che non avete mai sentito prima. Una cosa piccola, ma che è nata come cosa buona e (strano, ma vero) lo è rimasta fino ad ora, ora che è cosa buona di tutti.
E’ giusto precisare che quel “buona” non fa riferimento alle festività natalizie, è qualcosa che porta in sé il buono in qualsiasi stagione, a qualsiasi latitudine e longitudine terrestre e sotto qualsiasi stella la si voglia guardare.
E’ nato tutto da Chiara, una mia cara amica, che lavora come animatrice in una Casa di Riposo della provincia di Brescia, non lontano da dove vivo io. Conosco Chiara da anni e so quanta anima e quanta energia ci mette nello svolgere bene il suo lavoro, che più che un lavoro è una vera e propria vocazione. Mettere a disposizione degli altri i propri sorrisi e il proprio affetto  è sempre ammirevole, ma farlo con passione e credendoci ogni giorno non è da tutti.
Bene, Chiara fa questo. 
Ogni giorno accoglie nel suo “ufficio-stanzatuttofare” gli ospiti della Casa di Riposo e si inventa per loro piccoli progetti da realizzare per occupare bene il tempo e sollevare un po’ quel velo di tristezza che è compagna di molte persone anziane (e non solo). 
Parole incrociate in dialetto bresciano, Castagnata con elezione di Miss Castagna, e lo scorso anno è riuscita a convincere i suoi Nonni a recitare in una vera rappresentazione teatrale (con grandissimo successo).
Insomma… avevo detto piccoli progetti, rettifico: GRANDI progetti, davvero grandi (soprattutto perché i benefici sul morale degli ospiti è evidente).
Uno di questi progetti è stato appena realizzato partendo da un desiderio di Chiara, ovvero scrivere alcune delle storie che appartengono ai suoi Nonni e raccoglierle in un libretto che possa rimanere come testimonianza, e ricordo,  per parenti e amici.
Grazie all’affetto che i Nonni nutrono per Chiara e i suoi occhioni celesti sorridenti, sono stata accolta tra loro per qualche settimana con tanto calore e fiducia e ho avuto il privilegio di ascoltare quelle voci (e osservare quei volti) ricordare degli episodi di cui sono stati protagonisti.
Non sempre è facile e indolore ricordare, spesso non ci si sente dell’umore adatto per condividere ciò che abbiamo conosciuto e provato sulla nostra pelle… e molto spesso anche quando vorremmo farlo ci mancano le parole, o ci manca qualcuno che con un sorriso si sieda accanto a noi pronto ad ascoltarci.
Succede ai piccoli, succede agli adolescenti, succede agli adulti, e forse succede troppo spesso alle persone che avrebbero davvero tanto da raccontare perché tanti sono gli anni trascorsi su questa terra.
Vorrei raccontarvi dell’emozione provata mentre Angelo suonava per me l’armonica, o quando mi hanno cantato tutti insieme “Il Primo Amore” (che,  ovviamente e purtroppo, non conoscevo), o di quando mi salutavano alla fine dell’incontro e mi chiedevano:
“Ma lei ritornerà?”
Ve lo lascio immaginare…
Però, voglio permettermi di ricordarvi una cosa: 
cosa rimane della nostra vita se, quando raggiungiamo la soglia della trasformazione finale, non lasciamo le nostre storie a qualcuno che le possa custodire e far conoscere ai nostri discendenti?
Rimarrebbe soltanto una imperdonabile consapevolezza di spreco e di triste epilogo, vero?
Dunque, se qualcuno ci chiede di sederci lì accanto per ascoltare una storia, non facciamo gli asini, non diciamo di no, evitiamo di sbuffare malamente bofonchiando che non abbiamo tempo da perdere.
Quello è un dono.
Il meglio che si possa chiedere, il meglio che si possa desiderare, perché non comporta egoismo e cialtroneria. 
Solo ascolto e cuore.
Se volete leggere queste piccole storie frutto dei racconti che i Nonni di Chiara mi hanno confidato vi lascio questo link
si tratta di un quotidiano on line di informazione, documentazione e ricerca socio-sanitaria, medeu.it, che grazie alla sensibilità della redazione, diretta da Carlo Baiamonte (che ringrazio con tutto il cuore), ha voluto con molta generosità dare modo a chiunque passasse da loro di conoscere questa mia avventura Neverlandiana.    
Non mi resta che augurarvi buoni e sereni giorni di festa…
ringrazio ancora i Nonni, Chiara, la Casa di Riposo di Calcinato, medeu.it e chiunque avesse voglia di fermarsi un attimo ad ascoltare queste storie.
Auguri Folks!
Barbara (Favaro)
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2 comments

  1. Cara Barbara…sono passato dal tuo myb-site al tuo blog volando per ammarare nell'oceano della serenità di questo post meraviglioso che dice a tutti che bella persona tu sia…sì…perchè per riuscire a trasmettere queste belle emozioni si deve essere profondamente, intimamente “belli”…grazie e auguri di buona vita. Daniele.

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  2. … Daniele, non sono sicura di meritarmi pienamente quanto mi hai scritto, lo vorrei tanto però. Sarà un mio imprescindibile proposito per quest'anno che arriva 🙂 assomigliare a quell' “essere profondamente, intimamente belli” il più possibile. Non so se ci riuscirò, ma ce la metterò tutta 🙂
    GRAZIE… (ma dal profondo del cuore)
    b-

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