QUANDO LE STRADE S’INCROCIANO A NEVERLAND…

Facciamo una pausa, le chiacchiere spesso rimangono quel che sono: soltanto chiacchiere. Miriamo ai fatti, lo preferisco (dicesi pragmastismo friulano).

Come vi avevo accennato qualche settimana fa (grazie per esservi uniti a me nel frattempo) la forza di NEVERLAND… dove vivono le Storiesono le… Storie. Appunto. 
Tutti sappiamo, però, che una storia per procedere e realizzarsi (pagina dopo pagina) ha bisogno di azione. L’azione viene “portata avanti” dai personaggi. Va da sé che io mi trovi, per forza di cose, ad interpretare il ruolo principale di questa storia visto che l’ho messa in piedi e ne sono la responsabile.
Fossi da sola sarebbe triste, storia finita ancor prima di iniziare, ma… la mia fortuna è stata INCONTRARE sulla mia terra-che-non-c’è altri personaggi, del tutto reali, con i quali scrivere sempre nuove pagine e far avanzare la narrazione.

Questa premessa (forse inutile, ma anche gli orpelli a volte servono) mi è indispensabile per raccontarvi di un incontro importante, e farvi conoscere un co-protagonista di questa storia che si scrive un po’ per volta e senza fretta (il che è per certi versi salvezza e per altri condanna): 
 
Signore e Signori, vi presento 

Giorgio Matteotti.

Giorgio si definisce “un uomo antico”, ma col tempo ho scoperto che è solo un suo modo astuto per depistare chi si lascia facilmente fuorviare dal suo talento ironico e autoironico.
In realtà, Giorgio è un abile giocoliere che non fa mai difettare la sostanza nell’uso imprevedibile, e spesso geniale, delle parole con cui dà vita alle sue acrobazie poetiche.
E’ Autore di moltissime sciarade (e non solo) presenti ne “La settimana enigmistica” (andatelo a scovare nelle pubblicazioni degli ultimi anni e ne resterete piacevolmente colpiti), è poeta (predilige il settenario) e, ora, anche narratore.

Ci conosciamo da due anni, da quando si presentò davanti a me, una sera, alla prima lezione del corso che tenevo alla Biblioteca di Sirmione. Mi stupii per la fiducia con cui volle mettersi in gioco, e il suo autentico amore per la scrittura. Sperai di essere all’altezza delle sue aspettative e, vi confesso, Giorgio mi facilitò enormemente il compito con l’attenzione e la partecipazione vivace che riservò ad ogni nuovo passo da me proposto durante le lezioni (a volte pretendo un assoluto atto di fede che comporta una certa attitudine allo sprezzo del pericolo… e i membri dell’equipaggio non mi hanno mai deluso!)

Ancora oggi, ammetto che Giorgio riesce a stupirmi per la freschezza delle sue intuizioni e la generosità nel predisporsi all’incontro con la vita, quotidianamente e senza fatica, con rinnovata curiosità e energia.

“Uomo antico”, dice lui. E noi che lo conosciamo lo lasciamo dire, accompagnando con un sorriso le sue battute bonarie. 

Bene, ho voluto presentarvi Giorgio Matteotti come piace a me, in modo informale, cercando di andare un po’ oltre a quello che una breve biografia può fare. Però, vi lascio il link del suo blog così potrete approfondire la conoscenza di Giorgio e del suo lavoro:
http://punteidegiorgiomatteotti.blogspot.com 

La foto là sopra è stata scattata alla presentazione della sua prima raccolta di Storie il 10 ottobre 2010, al Museo d’Arte Moderna di Gazoldo degli Ippoliti (MN):

RACCONTI DI MORENA 
Testi di Giorgio Matteotti
Illustrazioni di Vittorio Bustaffa
(2010 – Nuages)


Questa qui sotto è la prefazione che ho scritto per introdurre i racconti ai quali ho avuto il privilegio di collaborare in qualità di Editor:




E’ uno sguardo divertito che vuol divertire il lettore quello di Giorgio Matteotti quando narra delle bizzarrie dell’esistenza umana.

Quando, invece, il sentimento prevale è l’emotività di Giorgio Matteotti quella che si espone, con eleganza e pudore, per rendere nella loro pienezza certi delicati passaggi dell’Anima, senza mai cadere nel banale o nel patetico. Sono questi importanti dettagli che mi hanno reso il lavoro di editing piacevole e intrigante. Per ognuna di queste storie era l’essenza dell’Autore a fare la differenza, cosa rara e mai scontata quando si tratta di narrare per condividere la propria visione del mondo terreno e ultraterreno.
I ricordi si confondono con le immagini fantastiche e il lettore si ritrova trasportato da una dimensione all’altra, fluttuando in questo spazio come fosse un astronauta, privo di peso e forse più libero nel pensiero.
Nessun confine, quindi, e quesiti senza risposte che, ciononostante, lasciano intatto il piacere della lettura. Anche questo è un dettaglio che sa fare la differenza.
(b.f.) 

Non mi resta che consigliarvi caldamente di avvicinarvi a questo Nuovo Narratore che di Antico ha soltanto quei dettagli pregiati di cura del linguaggio e dei tempi che, forse, oggi a troppi giovani narratori mancano.

Insomma… se vi ho incuriosito e volete conoscere Giorgio non vi resta che scrivergli, lui vi risponderà con gioia e con immancabile, innocente, stupore.


Buona lettura!

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