FUMO A PARTE… DOV’E’ L’ARROSTO?


La prima avventura di “NEVERLAND… dove vivono le Storie” ha avuto come campo-base un asilo nido.
L’ho trovata la location perfetta: come bimbi, seduti sui materassini, a guardarci l’un l’altro con curiosità e emozione.

Guardavo quei visi e li trovavo splendidi, non potevo far altro che sorridere e sentivo che sarebbe andata bene. Nessun dubbio. Infatti, vi garantisco che gli entusiasti temerari han rischiato grosso, dopo tre anni quel primo equipaggio non ha mai abbandonato NEVERLAND. Ancora si viaggia e si esplora, con risultati del tutto gratificanti (prossimamente su questi schermi vi renderò partecipi dei risultati). 

Qui l’ho cristallizzata con l’emozione di quel momento:
http://www.myb-site.it/index.php?option=com_content&view=article&id=121%3Aneverlandprimaavventuraconclusa&catid=7%3Ahomeboundtrain&Itemid=1#content

E questi sono alcuni commenti che mi hanno lasciato alla fine di ogni corso:


“E’ stata un’esperienza intensa! Grazie a Barbara per i suoi preziosi insegnamenti e per la dedizione. Un grazie ai miei compagni di viaggio per i testi e per gli scambi di pensiero. Infine grazie a Lu Ji, essenziale filo conduttore dei nostri incontri.” (Elda)



“I pensieri… sono come gli gnocchi… quando sono pronti vengono a galla! Grazie per la “cena”… davvero bella.” (Luca)

Le cene si sono replicate anche oltre l’orario delle lezioni, le riunioni dell’equipaggio Neverlandiano sono sempre un momento speciale…. 
Un po’ per volta ve ne parlerò, i ricordi sono tanti e li vorrei tradurre per renderli visibili e “forse” ancora più reali.

Sì, perché quando scrivi hai il potere di rendere concreta qualsiasi cosa. Prima era solo dentro di te, ora che lo hai scritto esiste per tutti. Indipendentemente dal fatto che tu stia narrando una situazione vera o di fantasia, mentre la scrivi sei costretto a porti delle domande, e sei tenuto a trovare le risposte più convincenti, quelle che ti permettano di mettere in scena in modo verosimile e del tutto coerente ciò che ti “frulla nella testa”.
Prima era solo roba tua, dopo sarà di tutti quelli che si fermeranno a leggerla. A leggerti.
Una bella pretesa da parte nostra pensare che qualcuno, che neppure ci conosce e non ci deve nulla, ci offra il suo tempo e la sua attenzione senza aspettarsi qualcosa in cambio. Vero?
Scrivere per essere letti da un pubblico di lettori implica una grossa responsabilità: io che scrivo devo, necessariamente, avere qualcosa di consistente da dire. Le banalità, le ovvietà, le cose già sentite, già dette (magari meglio da chi è venuto prima di noi), quelle non servono a nessuno. Quelle non sono neppure storie, sono involucri vuoti.
Come il bozzo senza più la farfalla.
Quando scriviamo dobbiamo far uscire la nostra farfalla dal bozzo. Quello è l’istante che conta, il resto è un vago “prima” e un oscuro “dopo” che non interessa nessuno.
Mi piacerebbe davvero poter andare da certi autori che hanno impegnato il mio tempo con i loro scritti per giorni e giorni, anche settimane, e farmi dare l’indennizzo per il tempo e l’energia sprecati.
Quando arrivi all’ultima pagina (ma spesso basta anche un solo capitolo) di quel libro che hai tra le mani e ti accorgi che non ricordi nulla di quello che hai appena letto… bhé, sei stato fregato.
Io mi chiedo perché non ci arrabbiamo per questo. Sono milioni i libri in commercio che parlano di niente, che ti lasciano niente e che ti rubano tempo, energia e soldi.
Sono troppi gli scrittori che non hanno nulla da dire, che non hanno nulla da dare, e vengono pubblicati da editori che hanno perso il loro ruolo di talent-scout per vendersi al soldo anziché mettersi al servizio della Qualità.
Una stampa cinica e mercenaria, prima o poi,
creerà un pubblico ignobile
(Joseph Pulitzer)
Non solo la stampa, aggiungerei, ormai il cinismo-prezzolato di bassa lega è praticato in qualsiasi ambito artistico culturale oggigiorno.
Questi signori decidono ciò che noi lettori vogliamo leggere. Ci ingannano sulle cifre che riguardano le vendite (la distribuzione questa sconosciuta!), ci ingannano con recensioni fittizie, ci ingannano con slogan ammiccanti, copertine chiassose, strombazzamenti di casi pseudo-letterari eclatanti, con geni ancora adolescenti buttati allo sbaraglio e pilotati senza scrupolo da furbi ghost-writers di scarsa etica professionale e dubbio buongusto…
Ci ingannano?
Sì, ma l’inganno dura poco…
Togli il fumo e rimani a bocca asciutta.
Prendi il libro e lo metti da parte, meglio accendere la televisione.
Televisione? Sì, vabbé…
Che danno irreversibile stiamo subendo e senza neppure protestare…
Quando scrivi costruisci un ponte. Tra il tuo mondo e quei potenziali infiniti mondi a cui ti rivolgi. 
E al di là dei convenevoli (“Ciao, come stai? Tutto bene?”) quando parli con qualcuno qualcosa devi pur dire.
Bla bla bla da aperitivo? Temo non sia abbastanza. Non se lo scrivi.
Quello che scrivi resta, resta come prova a tuo carico messa agli atti.
Nel processo a tuo carico, autore incauto che non sei altro, rischi la condanna al rogo (quanto sarebbe giusto fosse davvero così!) se i tuoi scritti risultano in difetto di sostanza
Si tratta di millanteria scrittoria.
A mio avviso imperdonabile.

(to be continued)     
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2 comments

  1. Il mio commento a questo bellisimo post è di una banalità sconcertante ma è la cosa più sincera che posso dire:”ma che belle parole!!!” e che bella esperienza la tua. Mi sono trovato l'altro giorno a parlare con un mio cliente che non vedevo da anni…bè…nel frattempo si è anche messo a scrivere e mi ha commentato con parole molto ma molto simili perchè ha deciso di scrivere…mi ripeto…che bello !!! Ciao. Daniele.

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  2. Ciao Daniele 🙂
    non trovo nulla di banale nel tuo commento, bella la sincerità quando senza filtri si esplicita 🙂 e dentro alle parole semplici non c'è inganno 🙂 bello… sì, GRAZIE Daniele

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